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MARTA IN BLUES": LUISA RAFFAELLI IN MOSTRA AL PASSO BLU CONTEMPORARY ART SPACE DI BARCELLONA

BARCELLONA\ aise\ - "Soltanto due colori governano il nostro vedere, saturando con precisione chirurgica, proprio quei luoghi, dove lo sguardo si posa.

Lo stesso binomio, tinge le melodie, cosiddette black and blue, della musica, dando voce a quell'oscuro tesoro rappresentato da un'incantevole malinconia, necessaria perché sia chiaro, che la bellezza è davvero, cosa di questo mondo". La mostra di Luisa Raffaelli "Marta in blues" allestita presso il Passo Blu Contemporary Art Space di Barcellona dal 19 gennaio al 21 febbraio 2007.

Curata da Viviana Siviero, la mostra di Luisa Raffaelli presenta 10 immagini inedite, tutte giocate sulla presenza del nero somma di tutti i colori, e allo stesso tempo, assenza di luce - e del blu, la cui inclinazione è quella di tendere alla profondità del cielo e dell'abisso umido. Lasciare agire il blu, colore che giunge dal grigio, in qualunque tonalità, significa muoversi nella ricerca del soprasensibile, allontanandosi dalla quiete soddisfatta. "La malinconia è una condizione connaturata alla coscienza dell'uomo", afferma l'artista, "è una dimensione della sua consapevolezza e della sua ricerca, quindi necessaria perché, come diceva Aristotele, permette di vedere meglio il mondo".

Luisa Raffaelli non regala immagini velate da un viraggio uniforme, ma visioni che chiedono ad accordi di colore, perfettamente orchestrati, di amplificare la necessità di espressione affidata alla forma.

Protagonista della narrazione è Marta, che sembra vivere la sua vita, in un movimento continuo che porta alla mente un'estenuante fuga dal sapore più esistenziale che fisico. "Marta corre. E ciò a cui i vari accostamenti coloristici ci rimandano sono le note struggenti e malinconiche di un profondo blues, che la accompagnano attraverso luoghi grigi, cementi omologati e perfetti, ambientazioni simili a cioccolatini in carta stagnola pronti da essere sfasciati, che tradiscono un certo decadentismo", scrive la curatrice nel catalogo "Una rapsodia in black and blue(s)" che accompagna la mostra. "A volte la sua corsa si arresta per un attimo, e l'esile figura dagli abiti "alla moda" si pone in allerta. Marta è una donna ipotetica, ma di fatto più reale della carne stessa, perché plurale e omnilabirintica come l'Anna Livia Plurabelle di Joyce, conscia della mutazione sociale che si sta manifestando nell'ormai avvenuta sintesi fra simultaneità e virtualità, evoluta fino a stravolgere la percezione del sé".

E ancora, "Marta ci accompagna in una narrazione filmica, ricordandoci i personaggi di un videogioco che affronta differenti livelli, attraversandone scenografie e pericoli. Ella è una presenza contemporanea che rappresenta "ogni donna", fuggendo da mille dove che non riesce a riconoscere come luoghi d'affezione e non accetta imposizioni parossistiche; allo stesso tempo dichiara attraverso l'estetica dei suoi abiti di non rifiutare aprioristicamente le sovrastrutture, affermando la propria appartenenza ad un modello di intelligenza, aggiornato ed indipendente, più che ad un femminismo sorpassato. La capigliatura, volutamente rossa, come le fiamme liberatorie che inceneriscono la mitica Fenice, rappresentano una sorta di spesso sipario, una trincea, un diaframma che, celando il viso, luogo dove abitano gli occhi, protegge l'identità e agevola il transfert fra chi osserva e chi viene osservato. Essa rappresenta la condizione del vivere in un modo virtuale ed irrespirabile, dove è chiara la necessità di fuggire; un mondo che spesso la imprigiona in scatole virtuali ed asfittiche come ascensori bloccati. I punti luminosi sono branditi come un'arma, che rappresenta metaforicamente un concetto antico, usato fin dai tempi di Davide e Golia: l'intelligenza rabbiosa che si scatena per sopravvivenza e si manifesta iconograficamente attraverso l'immagine di una fonte di luce".

"Le scenografie post moderne delle visioni della Raffaelli provengono dalla percezione della città, luoghi che con grande efficacia semantica sono descrivibili con la loro negazione: luoghi", conclude Viviana Siviero, "non-relazionali, non-simbolici, non-temporali, indotti dalla necessità inconscia della contemporaneità". (aise)

SEDE Passo Blu Contemporary Art Space
INDIRIZZO Banys Vells, 5
TELEFONO +34 647289358

 

     
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
 
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sequenze tratte dal programma Art in progress di Donatella Corrado prodotto da Sitcom.spa