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Presentazione del secondo numero della rivista annuale di cinema italiano Quaderni del CSCI.
di Daniela Aronica

Consegniamo ai lettori il secondo numero dei «Quaderni del CSCI », libro-rivista nato in seno all'Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Barcellona con il patrocinio del Consolato Generale d'Italia in Barcellona, ma edito anche grazie al sostegno concreto di alcuni Enti pubblici e privati che hanno, tra le loro finalità, la promozione e la difesa del cinema o, più in generale, della cultura: Asociación Española de Historiadores del Cine (AEHC), Associació Catalana de Crítics i Escriptors Cinematogràfics (ACCEC), Cinecittà Holding, Fundació Caixa Catalunya - La Pedrera , Residència d'Investigadors CSIC - Generalitat de Catalunya e – da questo secondo numero – anche Filmoteca Regional “Francisco Rabal” - Murcia. A tutti va il nostro più sentito ringraziamento.

Dal punto di vista dell'organizzazione dei contenuti, questo secondo numero ripropone la struttura collaudata nel precedente, che ci pare ben si adatti alla volontà redazionale di sviluppare un discorso articolato e di ampio respiro sul cinema italiano.

La sezione monografica è dedicata a Cesare Zavattini e raccoglie gli atti del Convegno Internazionale Un intellettuale alla ricerca della verità: linguaggi, progetti e opere di Cesare Zavattini , tenutosi a Barcellona dal 13 al 15 novembre 2003 nell'ambito della manifestazione Incontri con Zavattini , organizzata dall'IIC di Barcellona.

Abbiamo tuttavia voluto che il discorso cominciato in sede congressuale si prolungasse idealmente nel tempo perché nessuno può pretendere di dire l'ultima parola su un grande autore. Perciò tre nuovi contributi arricchiscono le riflessioni intessute allora. Due di essi provengono, fra l'altro, in modo diretto o indiretto, dall'America Latina che, come annunciato nell'Editoriale dello scorso numero, è uno dei fronti privilegiati su cui i «Quaderni del CSCI » sono impegnati nella diffusione della conoscenza del cinema italiano.

Tale interesse si riflette pure nella sezione miscellanea, dove appare il primo di una serie di studi sulla circolazione dei nostri film nei paesi di lingua spagnola, che anche in futuro troveranno spazio sulla rivista. Fare il punto sugli anni dorati della presenza dei film italiani all'estero significa soprattutto interrogarsi sulle cause del successo di allora, nella convinzione che alcune delle formule produttive del passato vadano rispolverate non solo dal punto di vista storiografico.

Il filo che lega passato e presente passa anche attraverso il ricordo di coloro che hanno fatto grande il nome dell'Italia e le cui opere, troppo spesso, non sono conosciute dalle nuove generazioni. Nel 2006 ricorre il centenario di due giganti del nostro cinema: Luchino Visconti e Roberto Rossellini. Abbiamo voluto rendere omaggio a entrambi: al primo è dedicato un breve profilo nella rubrica Ritratti ; mentre, in un saggio più esteso, si indaga sulla riflessione rosselliniana sul cinema come mezzo per sviluppare un progetto didattico a cavallo tra moderno Umanesimo e Utopia.

Ma c'era un altro centenario che, pur riguardando solo tangenzialmente il cinema, ci è parso doveroso celebrare, quello di Dino Buzzati: scrittore, giornalista, pittore, fumettista, occasionalmente prestato anche alla settima arte. Tra le carte del “Fondo Manoscritti” raccolto da Maria Corti presso l'Ateneo pavese, abbiamo scovato un suo inedito singolare del 1948: il commento per un documentario sul Corso Buenos Aires di Milano girato da Vittorio Carpignano. La rigorosa trascrizione di Nicoletta Trotta, che oggi qui pubblichiamo, ci permette non solo di ripercorrere le diverse fasi della stesura del testo con i ripensamenti e le varianti d'autore, ma anche di coglierne il progressivo adattamento alle immagini cui era destinato. Al di là dell'evidente interesse filologico, il testo costituisce, di per sé, uno spaccato sulla Milano del dopoguerra degno del miglior Buzzati narratore.

A un altro dopoguerra, quello di Cinecittà, è invece dedicato un terzo saggio della miscellanea che, tra documenti e testimonianze d'epoca, riscrive una pagina di cinema e di storia patria da non dimenticare.

Come d'abitudine, chiude questa sezione il saggio proclamato vincitore del Premio «Quaderni del CSCI », dedicato a due generi “minori” del cinema nostrano – il peplum e il western “all'italiana” – che in Sergio Leone, secondo la tesi dell'Autore, si sono intrecciati in modo fecondo.

Segue il blocco delle rubriche. Oltre al ritratto viscontiano, continua la panoramica sui festival italiani raccontati “dall'interno”. Quest'anno tocca alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: ce la presenta Giovanni Spagnoletti che dal 2000 ne è Direttore ( In Festival ).

Pubblichiamo poi con particolare soddisfazione L'intervista a Dino Risi realizzata da uno dei nostri redattori, Jordi Corominas i Julián. Dall'incontro tra il giovane studioso e il Maestro è uscito un testo che consideriamo paradigmatico di quel dialogo generazionale che è tra gli obiettivi principali della rivista. A Dino Risi, per la sua disponibilità e – naturalmente – per i suoi film, desideriamo esprimere tutta la nostra riconoscenza.

Le ultime rubriche si concentrano sul presente. Aumentano da sei a dieci le recensioni dei film della scorsa stagione (2005) per dare maggiore visibilità a una produzione che ancora fatica a imporsi all'estero; mentre superano la trentina i libri sul cinema italiano pubblicati a partire dal 2000 in una delle tre lingue dei «Quaderni del CSCI » che recensiamo in questo numero.

Chiude la rivista la rubrica Il cinema italiano in cifre con il quadro completo della produzione del 2005 e l'anagrafe in progress dei registi italiani che hanno debuttato dopo il 1975 e hanno al loro attivo almeno due lungometraggi.

Quanto alla distribuzione dei «Quaderni del CSCI » , per garantirne al massimo la circolazione, contiamo sulla collaborazione di un grande distributore: la rivista può infatti essere acquistata nelle librerie FNAC o più comodamente, via internet, sul sito: www.fnac.es .

Biblioteche e Università che ne faranno richiesta la riceveranno invece – come di consueto – gratuitamente.

     
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
 
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